Stelmi Italia S.p.A.

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Le Barre

La Durezza del Riporto di Cromo

Come misurarla


La prova di durezza su una barra cromata o, più in generale, su un riporto di cromo, è qualcosa di diverso dalla prova di durezza su un campione di acciaio prelevato da una barra o da un tubo. Un riporto di cromo è sempre troppo sottile per poter reggere un test convenzionale, del tipo Rockwell o Vickers; la prova registrerebbe soltanto i valori di durezza del materiale base. Su una superficie cromata ha significato soltanto l'esecuzione di una prova di microdurezza.


La Durezza del Riporto di Cromo - Come misurarla

La prova di microdurezza viene correntemente eseguita usando il metodo Vickers, ovverosia con un penetratore piramidale con angolo al vertice di 136°. Il carico di prova non può superare i 100 grammi.
L'impronta, di pianta quadrata, viene osservata al microscopio; il valore della durezza è legato alla diagonale dell'impronta ed al carico dalla formula riportata a fianco.

Su una barra cromata il test viene generalmente eseguito tagliando un campioncino ed applicando il carico sulla sezione di quest'ultimo, in prossimità del bordo, secondo l'asse della barra.
Così facendo, il test dovrà dare valori che corrispondano agli standards normalmente richiesti per il cromo duro: HV 0,1 / HV 800-1000, corrispondenti a 64-69 HRC Stelmi mantiene costanti i valori della sua produzione nel campo HV 0,1 / HV 850-1000, ovverosia 66-69 HRC.


In ogni caso, se l'utilizzazione pone dei problemi di durezza, sarà bene far uso di barre temprate a induzione come materiale base; in questo caso il riporto di cromo viene supportato assai meglio dalla base decisamente più dura e risulta assai meno delicato in confronto con quello delle normali barre cromate.

Campi di applicazione